Pistoia - Palazzo dei Vescovi
L'antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia, situato nella piazza del Duomo, sorse nel secolo XI nell'antico spazio del mercato che l'imperatore Ottone III aveva donato al vescovo di Pistoia, allorché i contrasti tra il Capitolo e il Vescovo indussero quest'ultimo a costruirsi una dimora autonoma. È attestato dal 1091 e inizialmente fu dimora forticata e munita di merli, poi nel secolo XII acquisì l'aspetto di dimora signorile con bifore, trifore e affreschi nella sala maggiore di cui restano tracce di difficile interpretazione. Alcune modifiche sostanziali all'architettura del palazzo furono eseguite tra la metà del XII secolo e gli inizi del XIII. La prima attestata è quella che modificò la corte vescovile, con la costruzione della Sacrestia di San Iacopo, costruita fra il 1163 e il 1170 e annessa alla Cappella di San Iacopo, dove era custodita la reliquia del santo. Fu questa la sacrestia dove avvenne il furto di Vanni Fucci narrato da Dante nel XXIV canto dell'Inferno e perpetrato nel 1293 o 1294. Nel 1786 l'antico Palazzo dei Vescovi contiguo alla cattedrale fu venduto a privati. A partire dal 1976, La Cassa di Risparmio di Pistoia, dopo avere progressivamento acquistato dai vari privati, l'intera proprietà dell'immobile, iniziò un complesso e radicale restauro del palazzo che terminò nel 1980, con il recupero di gran parte delle strutture e dell'aspetto originario.
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